Qualche mese fa abbiamo avuto il
piacere di conoscere lo chef Enrico Ceschi assistendo ad un corso tenuto da lui
presso il supermercato Natura Si riguardo i dolci naturali veg. A fine lezione
ci siamo fermate per scambiare quattro chiacchiere con Enrico che si è rivelato
da subito un ragazzo desideroso di elargire le sue conoscenze in modo che
chiunque sia in grado di destreggiarsi in cucina con ingredienti naturali e di
qualità. Questa esigenza nasce qualche anno fa, come lui stesso ha spiegato,
quando in seguito ad alcuni problemi fisici ha iniziato a nutrirsi di alimenti
totalmente vegetali, che lo hanno aiutato in breve tempo a migliorare le sue
condizioni. Lo studio, le sperimentazioni, la volontà d’animo e la ricerca di
ingredienti stagionali, territoriali e genuini hanno portato alla nascita del
Bistrot ‘El cuciar’.
A soli due giorni dall’apertura ci siamo recate nel locale,
desiderose di assaggiare le sue specialità tra cui la famosa zuppa di miso. Il posto
è senza dubbio un gioiellino. Si trova accanto al duomo di Verona, luogo
incantevole per la sua artisticità e vero e proprio crocevia di turisti.
L’interno è arredato in maniera semplice, con uno stile minimal-rustico per
quanto riguarda la scelta dei tavoli, dei colori delle pareti e dei menu, affiancato
da qualche nota urban, come lo sono le lampade da ufficio allestite sulle travi
del soffitto. Sulle pareti alcuni quadri che richiamano la città e i gusti
musicali di Enrico e una scritta che comunica la filosofia del bistrot.


Ad accoglierci con un grande sorriso è proprio lui, Enrico, che subito ci riconosce e ci fa accomodare nel locale. Menù alla mano iniziamo la gradita lettura delle proposte dello chef. Vi è una sezione di ‘cucina tradizionale’ che prevede quattro ragù di carne e che strizza l’occhio al turista cercando allo stesso tempo di accontentare il veronese medio. Nella seconda parte è presente poi una sezione di ‘cucina naturale’ che propone piatti vegetariani e vegani dai sapori esotici, con un’offerta di alta qualità per quanto riguarda i vini e le birre, tutte artigianali. Ordiniamo una zuppa di miso, una quinoa speziata con uva passa e zenzero, temphe con pomodori secchi e olive nere, un‘insalata di stagione piccola e un bicchiere di prosecco.


Ad accoglierci con un grande sorriso è proprio lui, Enrico, che subito ci riconosce e ci fa accomodare nel locale. Menù alla mano iniziamo la gradita lettura delle proposte dello chef. Vi è una sezione di ‘cucina tradizionale’ che prevede quattro ragù di carne e che strizza l’occhio al turista cercando allo stesso tempo di accontentare il veronese medio. Nella seconda parte è presente poi una sezione di ‘cucina naturale’ che propone piatti vegetariani e vegani dai sapori esotici, con un’offerta di alta qualità per quanto riguarda i vini e le birre, tutte artigianali. Ordiniamo una zuppa di miso, una quinoa speziata con uva passa e zenzero, temphe con pomodori secchi e olive nere, un‘insalata di stagione piccola e un bicchiere di prosecco.
I piatti sono creativi e semplici allo
stesso tempo, mantengono tutto il sapore della materia prima e si arricchiscono
di note delicate (forse troppo?) che vanno dall’agrodolce con una punta di
piccante come per la quinoa, ai sapori mediterranei ritrovati nel temphe. L’aggiunta
di verdure di stagione cotte avrebbe dato maggiore completezza a entrambi i piatti
rendendoli pasti unici. Una menzione particolare merita la zuppa di miso che
scalda l’anima e appaga i sensi.
Seppure sazie abbiamo voluto concederci anche il dolce: una
deliziosa mousse al cioccolato. Questa crema di tofu e cioccolato fondente con
granelle di nocciole è un’ottima idea per concludere il pasto in dolcezza ma
senza appesantire. Uno squisito dolce al cucchiaio dal gusto deciso che non vi
farà di certo rimpiangere una crema tradizionale. Così si è conclusa la nostra
prima visita al bistrot di Enrico Ceschi.
Ingredienti di prima qualità, bio, stagionali e a km0, tutti
scelti con attenta selezione. L’amore e la passione per una cucina naturale si
rispecchiano nel locale, nei piatti e nella cura che lo chef riserva ai propri
commensali, accompagnandoli mano nella mano nel suo mondo, anche solo per il
breve tempo di un pasto.




