Domenica mattina splendeva una
bellissima giornata di sole, dunque appena alzate abbiamo deciso di
approfittare di quella dolce temperatura per andare a farci una bella camminata rigenerativa. La scelta è
caduta sul percorso che collega San Martino Buon Albergo e Montorio, due
piccoli paesini della provincia veronese. La passeggiata è stata davvero
piacevole, gli alberi concedevano la giusta ombra e il ruscello che segue tutto
il percorso risuonava come un mantra rilassante. Sulla via del ritorno il sole
iniziava a picchiare e un certo languorino si faceva sentire, così giunte sul
ponticello che segnala la località Ferrazze abbiamo deciso di inoltrarci per
cercare ristoro. Mai scelta fu più azzeccata perché abbiamo trovato una vera
oasi di piacere!

L’Opificio dei Sensi è una cooperativa sociale che possiede al suo
interno un ristorante vegetariano. Incuriosite dalle proposte del menu ed
incantate dalla bellezza del posto ci siamo accomodate al tavolo. Il casale,
gestito dalla cooperativa per diverse attività, possiede un vasto spazio verde
che comprende anche un piccolo orto da cui si rifornisce lo chef per preparare
i suoi piatti e per ideare il menu che si rinnova ogni mese rispettando la
stagionalità.
Noi ci siamo fatte tentare da un primo di spaghetti di zucchine crude
conditi con un pesto di piantaggine, pinoli e scorza di limone e da un risotto allo zafferano con fiori di
zucchine e lime. I piatti erano abbondanti nelle porzioni ma raffinati nelle
presentazioni. L’odore che emanavano ti permetteva di pregustare quello che
avremmo assaggiato. Gli spaghetti erano un vero trionfo di freschezza esaltati
dal condimento deciso delle erbe spontanee. Il risotto semplicemente eccellente:
profumato, cremoso, un bilanciamento sapiente di spezie e condimento agrumato
che ti appaga e sorprende forchettata dopo forchettata.
Per il secondo ci siamo fatte tentare dai tacos crudisti di carote, pomodori e semi di lino ripieni di
verdurine e accompagnati da una maionese all’avocado. Geniali, innovativi e
sfiziosissimi per un pasto estivo. Cinque stelle.
Lo chef dubitando ingenuamente
che non fossimo già soddisfatte, ci ha fatto giungere al tavolo due omaggi
della casa. Stupefacenti: due champignon
crudi croccanti ripieni di crema di anacardi e due fiori di zucchina con un cuore di tofu affumicato, inebrianti
entrambi i piatti, ottime idee da rubare per un aperitivo sfizioso ma leggero.
La conclusione di questo percorso
dei sensi non poteva che risvegliare anche il sesto: il dolce crudista alle fragole e aromatizzato ai fiori di sambuco ci
ha spedite dritte in paradiso. Delicato, fresco, appagante, soffice come la
nuvola sulla quale ci ha condotte.
Complimenti a questo ristorante
che porta avanti una cucina vegetariana e rispettosa della stagionalità e che
fa sentire i propri ospiti parte della loro famiglia e del paesaggio che li
circonda. Complimenti infine allo chef che idea e realizza piatti estremamente
originali, innovativi e rassicuranti allo stesso tempo, raffinati e dagli
accostamenti ricercati ma che riescono a farsi apprezzare anche dai palati più
semplici. Un’utopia di leggerezza e golosità che diventa realtà da gustare grazie
alla sapienza e alla maestria di Davide
Ambrosi, capace di creazioni uniche e sensazionali.