lunedì 19 giugno 2017

L'Opificio dei sensi, un'oasi di piacere


Domenica mattina splendeva una bellissima giornata di sole, dunque appena alzate abbiamo deciso di approfittare di quella dolce temperatura per andare a farci una bella camminata rigenerativa. La scelta è caduta sul percorso che collega San Martino Buon Albergo e Montorio, due piccoli paesini della provincia veronese. La passeggiata è stata davvero piacevole, gli alberi concedevano la giusta ombra e il ruscello che segue tutto il percorso risuonava come un mantra rilassante. Sulla via del ritorno il sole iniziava a picchiare e un certo languorino si faceva sentire, così giunte sul ponticello che segnala la località Ferrazze abbiamo deciso di inoltrarci per cercare ristoro. Mai scelta fu più azzeccata perché abbiamo trovato una vera oasi di piacere!

L’Opificio dei Sensi è una cooperativa sociale che possiede al suo interno un ristorante vegetariano. Incuriosite dalle proposte del menu ed incantate dalla bellezza del posto ci siamo accomodate al tavolo. Il casale, gestito dalla cooperativa per diverse attività, possiede un vasto spazio verde che comprende anche un piccolo orto da cui si rifornisce lo chef per preparare i suoi piatti e per ideare il menu che si rinnova ogni mese rispettando la stagionalità.  

Noi ci siamo fatte tentare da un primo di spaghetti di zucchine crude conditi con un pesto di piantaggine, pinoli e scorza di limone e da un risotto allo zafferano con fiori di zucchine e lime. I piatti erano abbondanti nelle porzioni ma raffinati nelle presentazioni. L’odore che emanavano ti permetteva di pregustare quello che avremmo assaggiato. Gli spaghetti erano un vero trionfo di freschezza esaltati dal condimento deciso delle erbe spontanee. Il risotto semplicemente eccellente: profumato, cremoso, un bilanciamento sapiente di spezie e condimento agrumato che ti appaga e sorprende forchettata dopo forchettata.



Per il secondo ci siamo fatte tentare dai tacos crudisti di carote, pomodori e semi di lino ripieni di verdurine e accompagnati da una maionese all’avocado. Geniali, innovativi e sfiziosissimi per un pasto estivo. Cinque stelle.


Lo chef dubitando ingenuamente che non fossimo già soddisfatte, ci ha fatto giungere al tavolo due omaggi della casa. Stupefacenti: due champignon crudi croccanti ripieni di crema di anacardi e due fiori di zucchina con un cuore di tofu affumicato, inebrianti entrambi i piatti, ottime idee da rubare per un aperitivo sfizioso ma leggero.

La conclusione di questo percorso dei sensi non poteva che risvegliare anche il sesto: il dolce crudista alle fragole e aromatizzato ai fiori di sambuco ci ha spedite dritte in paradiso. Delicato, fresco, appagante, soffice come la nuvola sulla quale ci ha condotte.




Complimenti a questo ristorante che porta avanti una cucina vegetariana e rispettosa della stagionalità e che fa sentire i propri ospiti parte della loro famiglia e del paesaggio che li circonda. Complimenti infine allo chef che idea e realizza piatti estremamente originali, innovativi e rassicuranti allo stesso tempo, raffinati e dagli accostamenti ricercati ma che riescono a farsi apprezzare anche dai palati più semplici. Un’utopia di leggerezza e golosità che diventa realtà da gustare grazie alla sapienza e alla maestria di Davide Ambrosi, capace di creazioni uniche e sensazionali. 

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