sabato 22 aprile 2017
Due cuori e una canapa
Questa ricetta nasce dalla voglia di sperimentare. Ormai assidue frequentatrici della pizzeria Dal Mori di Caselle di Sommacampagna (Vr), dove preparano un'ottima pinsa romana realizzata con farina di canapa, abbiamo voluto anche noi cimentarci con questa particolare farina dalle mille proprietà.
Ci siamo buttate sul dolce e abbiamo così realizzato dei buonissimi biscotti per la colazione o per il tè del pomeriggio.
Ingredienti:
100g di farina integrale
30g di farina di canapa integrale
20g di farina di mandorle
50g di farina di mais fioretto
40g di farina di riso
10g di farina di ceci
50g di zucchero di canna
1 cucchiaino raso di bicarbonato
pizzico di sale
3 cucchiai di olio di girasole
2 cucchiai de olio evo
1 tazzina di caffè
1 cucchiaio raso di sciroppo di malto
acqua q.b.
Procedimento:
mescolare tutti gli ingredienti secchi e poi quelli liquidi. Creare una palla e farla riposare per 15 minuti a temperatura ambiente. Stendere l'impasto e ricavare dei biscotti con una forma a cuore oppure con la forma che voi preferite. Cuocere a 180 gradi per dieci a forno statico e 5 minuti a forno ventilato.
Ecco pronti i vostri biscotti realizzati con la farina di canapa. Si possono anche riempire con la marmellata di ciliegie...ancora più buoni!
lunedì 17 aprile 2017
Pastiera napoletana versione light
Quando si parla di pastiera, a casa mia, si parla di Pasqua, famiglia e tradizione. È una di quelle ricette per cui bisogna aprire 'quel quadernino' (lo so che ce l'avete anche voi) che tutte le mamme e nonne custodiscono, ormai un po' scollato e con le pagine ingiallite, che racchiude mille ricette e segreti destinati a passare di generazione in generazione. Così ho fatto io, mi sono seduta e ho aperto il quaderno verde, ho sfogliato le pagine fino a trovare la ricetta della pastiera.
La pastiera ha subito nel corso degli anni una serie di modifiche e varianti che ti costringono a porti dei dilemmi di partenza: crema pasticcera o no? Canditi o non canditi? Cannella o solo bacca di vaniglia? e così via. Ed è per questo che ogni famiglia custodisce, in seguito alle diverse varianti, la propria e unica ricetta della pastiera ed è sempre per questo motivo che a casa di mia nonna a ogni pranzo di Pasqua sulla tavola si riproponevano inevitabilmente sei pastiere diverse (una per famiglia presente) da assaggiare e votare per stabilire quale fosse la migliore.
Io vi presento la mia, unica pastiera.
Per tre pastiere (per sfruttare l'intero barattolo di grano cotto)
Ingredienti per la frolla:
500 g di farina tipo 2
100 g di farina di mais fioretto
50 g di semola di grano duro
100 g di farina integrale
300 g di zucchero di canna a velo
300 g di margarina vegetale fatta in casa
1 bustina di cremor tartaro + 1 pizzico di bicarbonato
scorza di 1 limone NON trattato
acqua q.b.
pizzico di sale
Ingredienti per il ripieno:
560 g di grano cotto (1 barattolo)
400 ml di latte di riso (+ qualche cucchiaio da aggiungere se il ripieno risulta troppo asciutto)
800 g di ricotta di capra
200 g di canditi
350 g di zucchero di canna a velo
3 cucchiai di sciroppo d'acero
1 cucchiaino di cannella
1 bacca di vaniglia
2 fialette di fiori d'arancio
5 cucchiai di limoncello
Procedimento:
Per prima cosa iniziamo a preparare la frolla. Createvi la margarina fatta in casa seguendo la ricetta nel link. Ci vorranno 5 minuti. Mescolate tutti gli ingredienti secchi e poi uniteli alla margarina e aggiungete acqua finché non riuscirete a formare una palla con l'impasto che metterete a riposare a temperatura ambiente.
Proseguiamo con il ripieno. Cuocete il grano cotto con il latte di riso e una noce di margarina vegetale fino a quando non diventa una crema. Ci vorranno circa 45 minuti in cui bisogna continuare a mescolare. Una volta che il grano cotto si è asciugato lasciatelo raffreddare e poi frullatelo con il mixer a immersione. Con un mix che trita invece frullate i 200 g di canditi. Ora unite il grano, i canditi, la ricotta, lo zucchero di canna, lo sciroppo d'acero, la cannella, la vaniglia, le due fialette di fiori d'arancio e il limoncello. Se l'impasto risulta troppo asciutto potete aggiungere qualche cucchiaio di latte di riso, altrimenti lasciatelo così.
Ora non rimane che stendere bene l'impasto della frolla, deve essere sottile. Versare il ripieno all'interno e ricoprire con le tipiche strisce da crostata.
Infornate a forno statico già caldo a 200 gradi per i primi 20 minuti, 180 gradi per altri 40 minuti e 150 gradi per gli ultimi 15 minuti coprendo la parte superiore con della carta forno per evitare che si bruci.
Tirare fuori dal forno a fare raffreddare completamente. Porre poi la pastiera in frigo.
Io consiglio di prepararla un paio di giorni prima in modo tale che tutti i profumi e sapori si uniscano e si sprigionino. Prima di servire cospargete con lo zucchero a velo di canna. A voi le votazioni.


La pastiera ha subito nel corso degli anni una serie di modifiche e varianti che ti costringono a porti dei dilemmi di partenza: crema pasticcera o no? Canditi o non canditi? Cannella o solo bacca di vaniglia? e così via. Ed è per questo che ogni famiglia custodisce, in seguito alle diverse varianti, la propria e unica ricetta della pastiera ed è sempre per questo motivo che a casa di mia nonna a ogni pranzo di Pasqua sulla tavola si riproponevano inevitabilmente sei pastiere diverse (una per famiglia presente) da assaggiare e votare per stabilire quale fosse la migliore.
Io vi presento la mia, unica pastiera.
Per tre pastiere (per sfruttare l'intero barattolo di grano cotto)
Ingredienti per la frolla:
500 g di farina tipo 2
100 g di farina di mais fioretto
50 g di semola di grano duro
100 g di farina integrale
300 g di zucchero di canna a velo
300 g di margarina vegetale fatta in casa
1 bustina di cremor tartaro + 1 pizzico di bicarbonato
scorza di 1 limone NON trattato
acqua q.b.
pizzico di sale
Ingredienti per il ripieno:
560 g di grano cotto (1 barattolo)
400 ml di latte di riso (+ qualche cucchiaio da aggiungere se il ripieno risulta troppo asciutto)
800 g di ricotta di capra
200 g di canditi
350 g di zucchero di canna a velo
3 cucchiai di sciroppo d'acero
1 cucchiaino di cannella
1 bacca di vaniglia
2 fialette di fiori d'arancio
5 cucchiai di limoncello
Procedimento:
Per prima cosa iniziamo a preparare la frolla. Createvi la margarina fatta in casa seguendo la ricetta nel link. Ci vorranno 5 minuti. Mescolate tutti gli ingredienti secchi e poi uniteli alla margarina e aggiungete acqua finché non riuscirete a formare una palla con l'impasto che metterete a riposare a temperatura ambiente.
Proseguiamo con il ripieno. Cuocete il grano cotto con il latte di riso e una noce di margarina vegetale fino a quando non diventa una crema. Ci vorranno circa 45 minuti in cui bisogna continuare a mescolare. Una volta che il grano cotto si è asciugato lasciatelo raffreddare e poi frullatelo con il mixer a immersione. Con un mix che trita invece frullate i 200 g di canditi. Ora unite il grano, i canditi, la ricotta, lo zucchero di canna, lo sciroppo d'acero, la cannella, la vaniglia, le due fialette di fiori d'arancio e il limoncello. Se l'impasto risulta troppo asciutto potete aggiungere qualche cucchiaio di latte di riso, altrimenti lasciatelo così.
Ora non rimane che stendere bene l'impasto della frolla, deve essere sottile. Versare il ripieno all'interno e ricoprire con le tipiche strisce da crostata.
Infornate a forno statico già caldo a 200 gradi per i primi 20 minuti, 180 gradi per altri 40 minuti e 150 gradi per gli ultimi 15 minuti coprendo la parte superiore con della carta forno per evitare che si bruci.
Tirare fuori dal forno a fare raffreddare completamente. Porre poi la pastiera in frigo.
Io consiglio di prepararla un paio di giorni prima in modo tale che tutti i profumi e sapori si uniscano e si sprigionino. Prima di servire cospargete con lo zucchero a velo di canna. A voi le votazioni.


martedì 21 marzo 2017
Quinoa con pesto di rucola e fave
Da sempre il giorno del compleanno di Anna, il 18 marzo, ha significato per noi l'arrivo della primavera. I fiori di pesco e ciliegio sono sbocciati in tutta la loro straordinaria bellezza, le ore di luce finalmente sono aumentate e noi abbiamo riposto negli armadi i piumini invernali. Lo ripete sempre nostra madre:" Quando sei nata tu la natura ti celebrava con i suoi fiori più belli".
E noi oggi vogliamo celebrare questa splendida stagione, nel giorno del solstizio ufficiale, con un piatto fresco al palato ma che scalda il cuore.
Questo primo piatto è un pasto completo che ricaricherà le nostre energie apportandoci una buona dose di proteine e di vitamine importantissime per la nostra salute. Fave, rucola e quinoa inoltre sono ricchissime di ferro! Buona primavera a tutti!
Ingredienti (per 4 persone):
280 g di quinoa
200 g di fave fresche
un mazzetto di rucola
2 cucchiaio di pinoli
1 spicchio di aglio
1 scorza di limone non trattato
curcuma
sale
pepe
olio extra vergine di oliva
Procedimento:
1. Fate cuocere la quinoa seguendo le istruzioni riportate sulla confezione. Una volta cotta conditela direttamente sulla padella con sale, olio, pepe, curcuma e scorze di limone.
2. Preparate ora il pesto, frullando nel mixer un mazzetto di rucola lavato, 2 cucchiai di pinoli, 1 spicchio d'aglio e allungate man mano con un po' di olio di oliva finché non avrà preso la consistenza di un pesto. Per alleggerirlo potete aggiungervi un pò di acqua.
3. Infine sbollentate le fave fresche in acqua bollente per circa dieci minuti.
Assemblate il piatto disponendo il pesto di rucola sul fondo, adagiare sopra la quinoa accompagnata dalla fave intere che incoronano il piatto.
Servire le singole porzioni con qualche seme di lino e dei fiori commestibili. La nuova stagione inizierà con il gusto giusto!
sabato 18 marzo 2017
Maionese vegan
La maionese senza uova è semplice, versatile e gustosissima ma soprattutto non 'impazzisce' mai, anzi in questa ricetta gli unici che impazziscono sono coloro che la mangiano!
Ingredienti:
150 ml di latte di soia o mandorla (gli altri latti vegetali non montano perché poveri di grassi)
230 ml di olio di girasole
20 ml di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaiono di curcuma in polvere
succo di 1 limone
pizzico di sale
pepe
Procedimento:
Versare in un contenitore stretto e alto il latte, l'olio di girasole ed extra vergine di oliva, il succo del limone facendo attenzione a non far cadere i semini, la curcuma, il sale e una spolverata di pepe. Una volta versati tutti gli ingredienti immergete il mixer a immersione sul fondo del contenitore. Solo a quel punto azionatelo e iniziate a frullare continuando a spostare il mixer dal basso verso l'alto con dei piccoli movimenti, in modo tale che l'aria venga incorporata per bene. Il segreto è tutto qui. Una volta montata riponetela in frigo a rapprendersi.
Gustate la maionese con delle carote tagliate a bastoncino per un ottimo antipasto, oppure arricchitela con altri ingredienti come rapa rossa, pera, lime, per renderla speciale e adatta a qualsiasi piatto.
lunedì 13 marzo 2017
Burger di borlotti con cavolo nero e maionese di pera
Quale migliore occasione della Quaresima pasquale per scegliere di sostituire la carne con dei gustosissimi e super nutrienti burger di legumi?! Ve ne innamorerete dal primo boccone e non potrete più farne a meno. I legumi infatti sono un ottimo sostituto della carne in quanto se associati a cereali integrali contengono tutti gli amminoacidi essenziali per l'assorbimento delle proteine necessarie al nostro organismo. Oggi abbiamo deciso di deliziarci con questi saporitissimi burger di fagioli borlotti, da addentare tra due fette di pane integrale, con contorno di verdure di stagione (noi adoriamo il cavolo nero!). Infine se volete rendere il piatto degno di un ristorante gourmet potete condire il vostro bun con un'originale maionese vegan alla pera...da leccarsi i baffi!
Ingredienti:
300 g di fagioli borlotti bio cotti (oppure 200 g di fagioli crudi)
un pezzetto di scalogno o di cipolla rossa
una carota
un aglio
sale
olio
pepe
curry
prezzemolo
farina di mais precotta (pan grattato in alternativa)
Procedimento:
Se avete in casa i fagioli crudi metteteli in ammollo in abbondante acqua per almeno 12 ore. Scolateli e sciacquateli per bene. Fate bollire in una pentola i fagioli, insieme allo scalogno, alla carota e all'aglio (se amate i sapori più decisi potete frullare in seguito l'aglio crudo insieme ai fagioli). Quando saranno passati 90 minuti circa i fagioli dovrebbero essere pronti, a questo punto scolate tutti gli ingredienti e versateli in un recipiente aspettando che si raffreddino. Condite il tutto con sale, olio, pepe, curry e prezzemolo fresco e frullare tutti gli ingredienti fino a formare un composto liscio e compatto. Se quest'ultimo dovesse risultare troppo secco e faticate a frullare i legumi aiutatevi aggiungendo un pò di acqua di cottura.
A questo punto potete formare i vostri burger modellando l'impasto con le mani leggermente bagnate. Poggiateli su un piatto e, una volta completata questa operazione, passateli nella farina di mais per renderli croccanti fuori e morbidi dentro.
Cuoceteli in padella a fiamma bassa o in forno a 180 gradi per 15-20 minuti (non appena si sono dorati, capovolgeteli in modo da farli croccanteggiare da entrambi i lati).
Il gioco è fatto! Condite il vostro burger di legumi come più vi piace, accompagnatelo con del buon pane integrale, verdure, salsine, insalata...lasciatevi ispirare dalla vostra fantasia per creare il vostro burger vegetale gourmet!
martedì 7 marzo 2017
Mimosa di tofu e zafferano
Un'idea semplice ma efficace per festeggiare il giorno della donna. Invece del solito dolce abbiamo pensato di trasformare il simbolo di questa giornata, la mimosa, in una ricetta salata. Tofu e zafferano sono gli ingredienti principali di questo piatto.
Ingredienti:
1 panetto di tofu
1/2 cipolla bianca
1 bustina di zafferano
sale
pepe
olio
prezzemolo (foglie e gambo)
Procedimento:
La preparazione di questa ricetta è davvero molto semplice. Come prima cosa consiglio di far bollire il tofu in acqua non salata per far perdere il sapore a volte stopposo che può avere questo ingrediente. È un'operazione facoltativa, ma se avete tempo vi consigliamo di farla. Successivamente fate stufare in padella la mezza cipolla, che avrete sminuzzato precedentemente, con olio e acqua fino a quando non diventerà trasparente. Aggiungete il panetto di tofu in padella sbriciolandolo con le mani un po' alla volta. Infine in una tazzina sciogliete la bustina di zafferano con un goccio di acqua calda e versate tutto in padella. Spegnete il fuoco e condite con sale, pepe e olio a piacere. Infine lavate del prezzemolo fresco, separate il gambo dalle foglie, ma attenzione a non buttare il gambo che servirà per la presentazione! Tritate il prezzemolo e tenetelo da parte per condire poi i singoli piatti. Ora bisogna solo assemblare: appoggiate i gambi del prezzemolo su un piatto preferibilmente scuro e mettete il tofu a mucchietti all'estremità di ogni gambo in modo da riprodurre la mimosa. Buon appetito e auguri a tutte le donne!
lunedì 27 febbraio 2017
Qualità per tutti i gusti, recensione del bistrot ‘El cuciar’ di Enrico Ceschi
Qualche mese fa abbiamo avuto il
piacere di conoscere lo chef Enrico Ceschi assistendo ad un corso tenuto da lui
presso il supermercato Natura Si riguardo i dolci naturali veg. A fine lezione
ci siamo fermate per scambiare quattro chiacchiere con Enrico che si è rivelato
da subito un ragazzo desideroso di elargire le sue conoscenze in modo che
chiunque sia in grado di destreggiarsi in cucina con ingredienti naturali e di
qualità. Questa esigenza nasce qualche anno fa, come lui stesso ha spiegato,
quando in seguito ad alcuni problemi fisici ha iniziato a nutrirsi di alimenti
totalmente vegetali, che lo hanno aiutato in breve tempo a migliorare le sue
condizioni. Lo studio, le sperimentazioni, la volontà d’animo e la ricerca di
ingredienti stagionali, territoriali e genuini hanno portato alla nascita del
Bistrot ‘El cuciar’.
A soli due giorni dall’apertura ci siamo recate nel locale,
desiderose di assaggiare le sue specialità tra cui la famosa zuppa di miso. Il posto
è senza dubbio un gioiellino. Si trova accanto al duomo di Verona, luogo
incantevole per la sua artisticità e vero e proprio crocevia di turisti.
L’interno è arredato in maniera semplice, con uno stile minimal-rustico per
quanto riguarda la scelta dei tavoli, dei colori delle pareti e dei menu, affiancato
da qualche nota urban, come lo sono le lampade da ufficio allestite sulle travi
del soffitto. Sulle pareti alcuni quadri che richiamano la città e i gusti
musicali di Enrico e una scritta che comunica la filosofia del bistrot.


Ad accoglierci con un grande sorriso è proprio lui, Enrico, che subito ci riconosce e ci fa accomodare nel locale. Menù alla mano iniziamo la gradita lettura delle proposte dello chef. Vi è una sezione di ‘cucina tradizionale’ che prevede quattro ragù di carne e che strizza l’occhio al turista cercando allo stesso tempo di accontentare il veronese medio. Nella seconda parte è presente poi una sezione di ‘cucina naturale’ che propone piatti vegetariani e vegani dai sapori esotici, con un’offerta di alta qualità per quanto riguarda i vini e le birre, tutte artigianali. Ordiniamo una zuppa di miso, una quinoa speziata con uva passa e zenzero, temphe con pomodori secchi e olive nere, un‘insalata di stagione piccola e un bicchiere di prosecco.


Ad accoglierci con un grande sorriso è proprio lui, Enrico, che subito ci riconosce e ci fa accomodare nel locale. Menù alla mano iniziamo la gradita lettura delle proposte dello chef. Vi è una sezione di ‘cucina tradizionale’ che prevede quattro ragù di carne e che strizza l’occhio al turista cercando allo stesso tempo di accontentare il veronese medio. Nella seconda parte è presente poi una sezione di ‘cucina naturale’ che propone piatti vegetariani e vegani dai sapori esotici, con un’offerta di alta qualità per quanto riguarda i vini e le birre, tutte artigianali. Ordiniamo una zuppa di miso, una quinoa speziata con uva passa e zenzero, temphe con pomodori secchi e olive nere, un‘insalata di stagione piccola e un bicchiere di prosecco.
I piatti sono creativi e semplici allo
stesso tempo, mantengono tutto il sapore della materia prima e si arricchiscono
di note delicate (forse troppo?) che vanno dall’agrodolce con una punta di
piccante come per la quinoa, ai sapori mediterranei ritrovati nel temphe. L’aggiunta
di verdure di stagione cotte avrebbe dato maggiore completezza a entrambi i piatti
rendendoli pasti unici. Una menzione particolare merita la zuppa di miso che
scalda l’anima e appaga i sensi.
Seppure sazie abbiamo voluto concederci anche il dolce: una
deliziosa mousse al cioccolato. Questa crema di tofu e cioccolato fondente con
granelle di nocciole è un’ottima idea per concludere il pasto in dolcezza ma
senza appesantire. Uno squisito dolce al cucchiaio dal gusto deciso che non vi
farà di certo rimpiangere una crema tradizionale. Così si è conclusa la nostra
prima visita al bistrot di Enrico Ceschi.
Ingredienti di prima qualità, bio, stagionali e a km0, tutti
scelti con attenta selezione. L’amore e la passione per una cucina naturale si
rispecchiano nel locale, nei piatti e nella cura che lo chef riserva ai propri
commensali, accompagnandoli mano nella mano nel suo mondo, anche solo per il
breve tempo di un pasto.
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